Sono nato a Carlino, (allora
Comune di S. Giorgio di Nogaro) il 4 Febbraio 1937, dove la
mia famiglia ha vissuto per qualche anno. Tornati nel paese
di origine, al momento fare i
primi passi i miei si sono accorti che la mia postura non
era normale... purtroppo era in corso un processo di grave cifoscoliosi,
ovvero una seria deformazione delle colonna vertebrale e a
nulla è servito un ricovero in un famoso ospedale ortopedico al Lido di
Venezia (che si vede nella prima foto, quando mio padre mi
ha riportato a casa).
Nella seconda foto si notano molto bene chi effetti della
deformazione, con l'insufficiente sviluppo in verticale del
busto... notare la mia manina quasi all'altezza del ginocchio...
(nella foto sono in compagnia di Dario Pividore intorno al 1943-44
in Via Marsala in Udine, durante il periodo dei grandi
bombardamenti alleati).
Nella serie di foto seguenti si riferiscono alle
fototessera per il conseguimento e rinnovo della
patente, periodo preceduto dal momento più critico e
doloroso dell'adolescenza, quando ho dovuto abbandonare
i miei amici e compagni di giochi, perchè mi ero accorto che
li mettevo in imbarazzo quando ceravano di avvicinarsi
alle ragazzine... Era iniziato il mio auto-isolamento,
particolarmente doloroso sotto gli occhi attenti di mia madre...
Era comunque arrivato
anche il
momento della scelta di un mestiere "per guadagnarsi la
pagnotta", e la scelta più ovvia era il lavoro di
sarto (lo era già mio fratello Sergio classe 1925, sebbene
fosse cresciuto senza i miei problemi fisici). Per
niente rassegnato, durante il lungo periodo di lavoro in
bottega, io però avevo iniziato un corso per
corrispondenza di radiotecnica per riparazione di radio
e tv... e così è stato...!!! ...ma
vedo che sto andando fuori tema,,,!!!
Tornando velocemente alla
mia persona, dopo 10-15 anni di lavoro come artigiano
radioriparatore, stavo però piano piano intasando i miei
precari polmoni con il fumo di sigarette "nazionali
esportazione" e le più rinomate "Peer" e
"Marlboro" comprate in Yugoslavia, che costavano molto
meno. Per farla breve: sono finito in "Terapia
Intensiva" e salvato per il rotto della cuffia.
Ricascato, ci sono tornato 4 anni
più tardi nel nuovo, ma questa volta nel Padiglione di "Terapia Intensiva2"
dell'Ospedale di Udine, informando mio padre (nel
frattempo rimasto solo), che difficilmente avrei
superato la crisi... ed invece ce l'ho fatta...!!!
Abbandonata l'attività
lavorativa, il recupero delle forze con qualche anno di
ossigenoterapia 24 ore su 24 è stata lenta ma efficace, tanto che da
allora durante le ore notturne sono
assistito da un respiratore polmonare "Bi-Pap"
e l'erogazione di due litri di ossigeno al minuto.
Intanto gli anni avanzavano ed
era diventato sempre più difficile mantenere i minimi
normali sistemi di vita per quando riguarda l'alimentazione, le
cure della salute e dell'igiene personale, con
prospettive che non di prevedevano per niente
rosee...
...ma all'inizio
dell'anno 2019 la situazione cambiò radicalmente...
Eravamo agli inizi
dell'anno 2019, quando in un colloquio con una cara
amica, l'ho implorata di aiutarmi nel trovare un
soluzione, che comprendeva anche l'opzione di un
ricovero definitivo in una "Casa per Anziani" del
territorio...
Qualche giorno dopo mi
son visto parcheggiare nel mio cortile l'auto della mia
amica Dina di Manzano, accompagnata da una signora sulla
cinquantina che avrebbe potuto essermi d'aiuto nel
portare avanti la baracca... di trattava di una signora
di origine albanese che una ventina di anni prima aveva
in modo rocambolesco attraversato il basso Adriatico
entrando clandestinamente in Italia. Leda viveva
con la famiglia nel Manzanese ed era già impegnata anche in
varie strutture pubbliche di assistenza alle persone
anziane e/o disabili... Dopo qualche domanda ed una veloce
occhiata dell'ambiente circostante, Enkelejda (per noi
semplicemente "Leda"), il 20 di Aprile del 2019 ha
imprudentemente accettato di darmi una mano... dando
inizio al periodo più fortunato della mia vita...
Già dai primi mesi
del suo lavoro, la mia badante ha rivoltato la mia casa
come un calzino, metaforicamente a cominciare dal "cjast", (soffitta o
granaio di una volta) per poi scendere alle due camere e
servizi del primo piano, per poi passare al piano terra
(cjiase, cjamare, fogolâr, cusine-spôrcje e camarîn...
(così una volta venivano denominati i nostri miseri
ambienti).
Mentre i mesi e gli anni
passavano, i cambiamenti e gli effetti più importanti si
evidenziavano sulla mia salute... L'accurata igiene
personale ed una equilibrata alimentazione, mi hanno
lentamente permesso
di avvicinarsi ai valori corretti di pressione arteriosa
con Kadiur-5mg, unitamente a Metformina1000 al posto dei 2000
iniziali per quanto riguardava il mio "diabete del tipo
2".
Senza entrare nelle
motivazioni e nei particolari, da qualche tempo la mia
esistenza ha avuto un'ulteriore cambiamento
(incredibilmente in meglio...!) ...nella mia umile dimora
ho il piacere di ospitare (purtroppo solo
provvisoriamente) la mia badante Leda, con il marito Gimmi
ed il figlio 27enne Ronaldo...
neo Dottore in Medicina e
Chirurgia, con laurea conseguita presso l'Università degli Studi di Udine
con la votazione di 110 su 110 e Lode...!!! Cerimonia alla quale ho avuto il piacere e l'onore di
partecipare e che si può vedere nel servizio
del
9 Ottobre 2025.

Attualmente il Dott. Ronaldo Karruli,
pur continuando gli studi per conseguire
la specializzazione, è impegnato con
turni di servizio in Guardia Medica
negli ambulatori dell'Ospedale di
Cividale, Palmanova, e nei Comuni di
Manzano, Cormons, Povoletto ecc... Il
super fortunato Alduti invece, si sta
godendo la vecchiaia con le giornaliere
passeggiate sulle rive del Natisone,
sorretto dall'inseparabile "Rollator con
appoggi branchiali"... ma sopratutto
supportato dalla
sua speciale "famiglia acquisita"...
(Jenco
di Orsaria mi ha raccomandato di
togliere la parola "acquisita"...

...passeggiando lungo le rive del
Natisone...